«Cara Donatella … tu sei ancora piccola e non posso spiegarti perché non sono a casa...»

 

 

Incomincia con queste parole una commovente lettera che Achille Pecoraro scrive ed invia a Genova alla figlia Donatella. E' la vigilia di una delle sue tante 'dipartite', è il 12 novembre del 1980. A Torino è l'anno della grande crisi FIAT e le lotte sindacali, con la “marcia dei 40.000”. E' lo  stesso anno delle stragi di Bologna e di Ustica. L'anno del terremoto dell'Irpinia. L'8 dicembre di quell'anno muore John Lennon.

 

A Torino è un triste pomeriggio di autunno inoltrato. Fa molto freddo. Mentre il cielo triste piange pioggia Achille prosegue la sua lettera...

 

«... Tu mi parli del Paradiso ma Papà conosce la strada, e se tu vuoi, un giorno te la posso indicare, o ancora meglio ti condurrò per mano e te la farò conoscere. Cara Donatella, il Paradiso era su questa terra tanto tempo fa, dove i bambini non disubbidivano ai genitori e dove i genitori non disubbidivano a Dio. Dove gli uomini non si ammazzavano per dimostrare la loro superiorità sui loro fratelli. Dove i bambini e gli animali non morivano di fame e di malattie come avviene adesso! Dove gli uccelli non erano costretti a stare in gabbia, ma erano liberi di volare e di posarsi sulle tue mani, se tu li chiamavi. Invece oggi corrono il pericolo che qualche uomo forte e robusto si nasconde dietro un albero prendendo la mira, li uccidono, tornando a casa soddisfatti di aver fatto centro, e con il pensiero fisso di aver rimediato un sughetto per la pasta asciutta... Cara Donatella il Signore Iddio ci creò per goderci la vita, ed il prezzo era l'obbedienza ed il lavoro. Rispettandoci gli uni e gli altri senza cercare di far di tutto per essere superiori ai propri fratelli, a volte facendo anche del male. Tu sei una bambina intelligente e sensibile avendo già l'età di chiedere la risposta a tante cose, e se posso esserti utile, sono lieti di servirti... Salutami Aurora, Massimo e la Mamma. Papà Achille»

 


«Dear Donatella ... you are still small and I can not explain why I'm not home ...»

With these words begins a moving letter that Achille Pecoraro writes and sends to Genoa to his daughter Donatella. 
It is the eve of one of his many 'departures',, is November 12, 1980. In Turin is the year of the great crisis FIAT and the trade union struggles, with the "march of 40,000". It is the same year of the massacres of Bologna and Ustica. The year of the Irpinia earthquake. John Lennon dies on December 8th of that year.

In Turin it is a sad autumn afternoon. It's very cold. While the sad sky cries rain Achille continues his letter ...

«... You tell me about Heaven but Dad knows the way, and if you want, one day I can show you, or even better I'll lead you by the hand and I'll let you know. Dear Donatella, Paradise was on this earth a long time ago, where children did not disobey their parents and where their parents did not disobey God. Where men did not kill themselves to show their superiority over their brothers. Where children and animals did not die of hunger and disease as it happens now! Where the birds were not forced to stay in a cage, but they were free to fly and rest on your hands, if you called them. Instead today they run the danger that some strong and robust man hides behind a tree taking aim, killing them, coming home satisfied to have made center, and with the fixed thought of having remedied a sauce for dry pasta ... Dear Donatella the Lord God created us to enjoy life, and the price was obedience and work. Respecting each other without trying to do anything to be superior to their brothers, sometimes even doing harm. You are an intelligent and sensitive child, having already the age to ask the answer to many things, and if I can help you, they are happy to serve you ... Say hello to Aurora, Massimo and Mom.
Dad Achille».

Direte che sono un  sognatore ... ma  non sono l'unico...
Direte che sono un sognatore ... ma non sono l'unico...
You will say that I am a dreamer ... but I am not the only one ...
You will say that I am a dreamer ... but I am not the only one ...
You will say that I am a dreamer ... but I am not the only one ...
Direte che sono un sognatore ... ma non sono l'unico...

IMAGINE (John Winston Lennon)

 

Immagina che non ci sia nessun paradiso

E' facile se ci provi

Nessun inferno sotto di noi

Sopra di noi solo cielo

Immagina che tutte le persone vivano per il presente...

 

Immagina che non ci sia alcuna nazione

Non è difficile da fare

Niente per cui uccidere o morire

E anche nessuna religione

Immagina tutte le persone vivere la vita in pace

 

Diresti che sono un sognatore

ma non sono l'unico

Spero che un giorno ti unisca a noi

E il mondo sarà come uno solo

 

senza necessità di avidità o fame

Una fratellanza di uomini

Immagina le persone condividere tutto il mondo

 

Diresti che sono un sognatore

ma non sono l'unico

Spero che un giorno ti unisca a noi

E il mondo vivrà come uno solo.

 


       Imagine - John Winston Lennon

 

Imagine there's no heaven
It's easy if you try
No hell below us
Above us only sky
Imagine all the people living for today.
Imagine there's no countries
It isn't hard to do
Nothing to kill or die for
And no religion too
Imagine all the people living life in peace.
You may say I'm a dreamer
But I'm not the only one
I hope some day you'll join us
And the world will be as one.
Imagine no possessions
I wonder if you can
No need for greed or hunger
A brotherhood of man
Imagine all the people sharing all the world.
You may say I'm a dreamer
But I'm not the only one
I hope some day you'll join us
And the world will be as one.
Direte che sono un  sognatore ... ma  non sono l'unico...
Direte che sono un sognatore ... ma non sono l'unico...