Achille Pecoraro: dicono di lui...

Achille Pecoraro - they say about him - Critical note

“Nella vita a volte ci si può smarrire. Per una delusione sentimentale, per un lutto familiare, per una depressione. Ed estraniarsi dalla realtà. Rifiutando persino familiari e amici. E' successo ad un artista di Genova, Achille Pecoraro. Non importa per cosa. Sappiamo però che adesso, con l'aiuto dei propri cari e di chi in questi anni gli è stato al fianco, sta ritrovando la propria strada.

 

Seppure io non lo conosca personalmente, accolgo l'invito rivoltomi dai suoi amici e pubblico una delle sue tante opere. Perché nella sua mano e nella sua testa c'è la creatività dell'artista. E sono certo che Achille troverà nella pittura una ragione per risollevarsi. Io, appena potrò, andrò a trovarlo

Questo il suo sito internet:


https://achillepecoraro.jimdofree.com !”

 

Nella vita a volte ci si può smarrire. E trovare nell'arte la ragione per ritornare a vivere.

 

(Vittorio Sgarbi)

"In life sometimes we can get lost. For a sentimental disappointment, for a family bereavement, for a depression. And estrangement from reality. Refusing even family and friends. It happened to an artist from Genoa, Achille Pecoraro. It does not matter for what. But we know that now, with the help of their loved ones and those who have been at his side in recent years, he is finding his own way.

Although I do not know him personally, I welcome the invitation turned by his friends and publish one of his many works. Because in his hand and in his head there is the artist's creativity. And I am sure that Achille will find in painting a reason to recover. As soon as I can, I will go to visit him

This is his website:

 
https://achillepecoraro.jimdofree.com!

In Life we can sometimes lose ourselves. And find the reason to come back to life in art ".

 

(Vittorio Sgarbi)


"A guardarlo in viso non si direbbe che quei suoi occhi azzurri quanto un lago alpino, dallo sguardo infantile, innocente specchio dell'animo, riescano a penetrare in drammi di conscio ed inconscio. O forse è proprio questo suo candore, questo suo desiderio di innocenza che lo porta a scoprire prima ed a rappresentare poi sulla tela soggetti tratti da elugubrazione mentale. Una lotta al fumo, al vizio, al consumismo, espressa attraverso il filone della pittura surreale e realizzata da esperto conoscitore del disegno e dell'anatomia. Non ci ritroviamo di fronte ad un dilettante né Achille Pecoraro dipinge per hobby, così come non dipinge per vivere, ma vive quando dipinge, e questa necessità di esprimersi attraverso il colore lo ha portato in contrasto con la famiglia dalla Sicilia a Napoli e poi ancora a Milano ed infine a Genova. Ha lavorato per poter studiare e le varie Scuole dell'Arte lo hanno visto sempre più impegnato alla ricerca del suo tocco personale, del suo colore, del suo realizzarsi attraverso figure e forme. Anche ora che potrebbe dirsi arrivato in quanto le sue opere sono entrate nelle più prestigiose collezioni pubbliche e private, la fiamma dell'arte brucia viva nella sua mente e traspare da quei suoi occhi azzurri che ancora cercano qualcosa, qualcosa ancora e poi ancora e che siamo certi Achille Pecoraro ci darà".

 

 

(Rocco Zingaro)

 


Grazie Donatella... ho conosciuto ed apprezzato suo Padre nel periodo in cui è stato a Domodossola. Le racconto un episodio. Tornando dal lavoro con il treno ogni giorno,mi fermavo ammirato a guardare la realizzazione delle sue opere non proferendo nessuna parola, un giorno infine lo lodai per le sue capacità artistiche. Senza aprir bocca mi prese sottobraccio, mi portò all'uscita della Stazione e mi proferì le testuali parole:

 

 

 

Guarda il cielo, le montagne, le vette, il sole. E' lui che devi lodare per le grandi doti artistiche”.

 

(Luigi Cataldi)

 


 

Una bella Storia di NATALE

 

Dal sito  internet dell'Associazione Themis & Metis

 

Noterete che questo NON è il solito stereotipico articolo. E' un pezzo un po' atipico che ho preferito suddividere in due parti: una semiseria, che narra d'un attempato goliardo, terrappiattista convinto, che con disincatata ironia ha avuto l'impertinenza di scrivere persino a Babbo Natale (visto che nessuna Autorità di Governo l'ha degnato di risposta). Se volete sorridere leggetevi la storia (a Vs. rischio e pericolo) che troverere QUI' ma ve lo sconsiglio caldamente. Poi c'è anche una seconda parte, più seria e riflessiva che esporrò in prosieguo. Due storie di Natale per certi versi uguali e diverse, accomunate da un comune denominatore, come nelle migliori fiabe: il lieto fine.

 

Dopo avervi tediato a sangue per settimane e mesi con titoli pettegoli, storiacce turpi e tormentate sentivo proprio il bisogno di raccontarvi qualcosa di più leggero ed edificante. Giusto per disintossicarmi dalle cronache truculente, come l'incantevole Eni che ci ha regalato una magia dopo l'altra con la sue topografie dell'orrore (ha bullizzato i territtori con quantità ciclopiche di rifiuti interrati per decenni nei suoi stabilimenti) e voi sapete bene che quando certi velENI entrano in circolo nell'ambiente diventano patrimonio dell'umanità, vedi Priolo Gargallo, l'Acna di Cengio, il sito di Brindisi, persino nella bella laguna veneta di Porto Marghera. O le periferie del diritto che han visto protagonisti fior fiore di business lawyer con le loro violazioni dell'etica professionale (per non parlare dell'avvocato 'patriota' vile e traditore), il Giudice rottamato perché infastidiva una multinazionale, le truffe TAV ad Alta Voracità di Gavio, le tangenti ENI in Nigeria con le corruzioni in Arabia Saudita, l'inesorabile declino della bella Torino (sta morendo?), i colossali puffi della Croce Rossa Italiana o il “Piatto Sporco” di Matteo Messina Denaro e Bernardo Provenzano, etc etc… Non si può rimanere indifferenti di fronte a certe cose, perché l'indifferenza è complicità. Ora per minimizzare l'impatto di un nuovo approfondimento volevo quasi quasi scrivervi delle cose a vanvera, dato che sto lavorando ad un pezzo che spiega come nascono e funzionano - secondo me - i moderni processi economici con le sue divisioni in classi ricche, povere e piccolo borghesi, da cui forse ha scopiazzato anche Marx teorizzando sul suo Capitale. Che pressapoco coincide col sistema medioevale chiamato Feudalesimo, che si fondava sulla suddivisione dei terreni effettuata dalle diverse figure gerarchiche: Re tiranni, Vassalli Valvassori, Valvassini, Cavalieri, Preti, Fanti etc etc. Sulle spalle del servo della gleba, in pratica, si reggeva tutto il sistema economico. Mentre tutti gli altri bevevano, gozzovigliavano, banchettavano o i monarchi giocavano alla guerra. Solo il servo sgobbava come un mulo dalla mattina alla sera, producendo per tutti ed era l'unico creatore di plusvalore. Approposito di Monarchie e Repubbliche Presidenziali noterei delle vaghe analogie con i tempi moderni, in cui mi sembra di percepire sempre più forme di Poteri che inducono al signoraggio del pensiero, creando rapporti di vassallaggio psicologico in tutti i segmenti della popolazione, tale da azzerare qualsivoglia traccia di spirito critico. Fortunatamente però oggi ci sono degli anticorpi perchè sta emergendo una nuova classe politica (alla quale bisogna dare fiducia) molto più attenta alle questioni sociali tanto che possiamo parlare di un nuovo “Quarto Stato” che avanza, come prefigurava Pelizza da Volpedo in un suo celebre quadro (rappresentazione che ha affascinato generazioni di pensatori, illustri musici e uomini di cultura).

 

Si tratta però di tematiche troppo complesse e noiose per continuare a parlarne quì e correrei il rischio di annoiarvi, inducendo il lettore medio a chiudere immediatamente il computer per cominciare a guardarsi un'altra puntata in TV di “Porta a Porta”. Mi piacerebbe davvero raccontarvi trame di belle gesta o un bel fatto. Che so, magari proprio una romantica storia di Natale. Ma di sti tempi è sempre più difficile riuscire a scovarne una come si deve. Ed invece oggi, come per incanto, dal cielo me né piovuta una stupenda. Una vera storia di Natale come quelle spesso favoleggiate in certi telefilm americani d'un tempo. Purtroppo adesso van solo di moda stupri, omicidi, cold case, CSI Miami Vice et similia, senza alcun rispetto del comune senso del sudore.

 

Ora il Santo Natale s'avvicina e le città si riempiono di luci e decorazioni. I bimbi iniziano a pensare a cosa chiedere a Babbo Natale. E i grandi? Anche Voi (forse) quest'anno festeggierete. Tanti magari celebrando uno o più anni esatti di assenza dal lavoro. Potreste esser anche Voi produttivi, ma siete impossibilitati. Forse la vostra azienda sta delocalizzando per andare in Romania o siete in cassa integrazione zero ore. Visto che quest'anno avete fatto i bravi, scrivete anche Voi la Vostra letterina - magari la prima - a Papà Natale perché esaudisca un Vostro desiderio. Potete avere l'aritmetica certezza che Lui vi ascolterà (e risponderà). Intanto, nel frattempo, a tutti Voi (che avete problemi e tante preoccupazioni da palesare) Auguro un sereno Natale e Felice Buon Anno.

 

Come accennavo all'inizio ho per le mani questa bella storia di Natale da raccontarvi che sviscero immediatamente.

 

Genova è una bella città, e come tutte le metropoli del nostro beneamato Paese a volte può esser matrigna. Che è diverso da 'tirchio' (belin, Cristoforo Colombo è dovuto andare fino in Spagna per farsi prestare 3 caravelle). Accade anche nei nostri quartieri, viviamo per decenni a fianco di persone che manco conosciamo, ignorandone problemi e difficoltà. Genova a volte - involontariamente - sa esser ingrata con i suoi figli. Infatti per molto, troppo tempo s'è dimenticata del suo De Chirico. Nella Superba vive un grande pittore surrealista che non se l'è passata proprio bene. Si tratta del Maestro Achille Pecoraro. Per capire il personaggio potete visionare il suo sito web dove si narra (in parte) la storia e se ne espongono le opere ed i lavori (https://achillepecoraro.com ). Un'altra parte della sua storia - quella non scritta - se permettete ve la racconto io. Lui ha trascorso (e ancora passa) momenti davvero molto difficili. E' un vero Artista nel senso più autentico del termine, con la “A” maiuscola, uno straordinario pittore dotato di un'immensa spiritualità (basta guardare i suoi quadri per rendersene conto). Oserei dire un 'Poeta' della tela che non dipinge con mani ma con l'anima. D'altronde la Poesia è un sentimento che deve scaturire dall'anima, altrimenti non c'è 'verso'.

 

Dopo momenti di grande depressione è stato sottoposto a brutali terapie a base di ansiolitici e psicofarmaci che l'hanno profondamente segnato nel fisico e nello spirito. Al di là del danno causato dalle cure intensive i soli disturbi depressivi hanno infierito non poco prostrandolo psicologicamente. Anche un grande estimatore del Pittore Pecoraro, l'indimenticabile Sergio Sandrini ne era affetto. Chi ha avuto il privilegio di conoscerlo sa di cosa sto parlando (era un bravissimo pianista uno dei primi artisti che ha accompagnato il cantautore Gino Paoli). Da qui in poi l'esistenza di Achille è tutto un romanzo (e che Romanzo!). La situazione di smarrimento e la conseguente perdita di memoria lo portano a lasciare moglie e figli per girovagare per l'Italia come un clochard (a fasi alterne è stato lontano da casa per più di 6 anni). In tutti questi anni nessuno sa con esattezza dove sia stato e che cosa abbia fatto. C'è chi racconta che per qualche tempo abbia trovato rifugio ed ospitalità presso un monastero di Frati (dove il pittore avrebbe trascorso il suo tempo affrescando la cappella, i luoghi sacri e le stanze del convento). Ma di questo Achille non conserva alcun ricordo. E' uno smemorato vero non fasullo come molti di quelli che si fingono tali per ragioni elusive o per incassare indebite pensioni d'invalidità dall'INPS. Una traccia certa di Achille la si rinviene a Torino nell'anno 1980, città dalla quale scrive una bella lettera a Genova alla figlia Donatella.

 

Dopo un lungo periodo di assenza finalmente Achille viene rintracciato alla frontiera vicino a Bardonecchia e riportato a casa dalla Polizia Ferroviaria che lo ritrova in stazione in stato confusionale (aveva perso la memoria a causa dei farmaci). Da allora, seppur molto lentamente, sta tornando alla normalità (se così si può dire...) cercando di recuperare l'affetto dei suoi cari e le sue abilità artistiche. Un gruppo di amici ha deciso di fare subito qualcosa di concreto aprendogli un sito internet dove pubblicano alcuni suoi lavori con l'intento di farlo apprezzare, procurargli del lavoro, e fargli ritrovare un po' più di fiducia nella vita.

 

Da questo momento in poi cominciano a giungergli attestazioni di stima, affetto e vicinanza. Da ultimo (anzi da primo di tutti a dir il vero) raccoglie l'appello un personaggio da cui non t'aspetteresti mai un bel gesto garbato. Un'uomo puro dalla ruvida bellezza che è un vero recordman di querele per le sue intemperanze seriali. Un polemista d'eccezione come il Prof. Vittorio Sgarbi, persona invece molto sensibile - dote assai rara di sti tempi - che non ha esitato un'istante a farsi avanti non appena ha intuito l’esistenza di una difficoltà. Il Critico d'Arte gli ha scritto sulla sua pagina Facebook e Twitter:

 

Nella vita a volte ci si può smarrire. Per una delusione sentimentale, per un lutto familiare, per una depressione. Ed estraniarsi dalla realtà. Rifiutando persino familiari e amici. E' successo ad un artista di Genova, Achille Pecoraro. Non importa per cosa. Sappiamo però che adesso, con l'aiuto dei propri cari e di chi in questi anni gli è stato al fianco, sta ritrovando la propria strada.
Seppure io non lo conosca personalmente, accolgo l'invito rivoltomi dai suoi amici e pubblico una delle sue tante opere. Perché nella sua mano e nella sua testa c'è la creatività dell'artista. E sono certo che Achille troverà nella pittura una ragione per risollevarsi. Io, appena potrò, andrò a trovarlo.
Nella vita a volte ci si può smarrire, e trovare nell'arte la ragione per ritornare a vivere”.

 

Anche il quotidiano di Genova Il Secolo XIX non è rimasto insensibile all'invito del Prof. Sgarbi e ha dedicato al Maestro un articolo, dove il Giornalista Bruno Viani scrive:

 

Sgarbi lancia un appello per il Pittore Pecoraro: Aiutiamolo a Risollevarsi. Il noto critico d'arte accoglie l'invito di un amico genovese e pubblica su Facebook una sua opera: «ha una buona mano andrò a trovarlo». Pecoraro, pittore genovese, chi è costui? A scatenare il caso è un post sulla pagina Facebook di Vittorio Sgarbi: «Nella vita a volte ci si può smarrire. Per una delusione sentimentale, per un lutto familiare, per una depressione. Ed estraniarsi dalla realtà. Rifiutando persino familiari e amici. E' successo ad un artista di Genova, Achille Pecoraro. Non importa per cosa. Sappiamo però che adesso, con l'aiuto dei propri cari e di chi in questi anni gli è stato al fianco, sta ritrovando la propria strada». E poi per togliere ogni dubbio su un suo interesse personale: «Seppure io non lo conosca personalmente, accolgo l'invito rivoltomi dai suoi amici e pubblico una delle sue tante opere. Perché nella sua mano e nella sua testa c'è la creatività dell'artista. E sono certo che Achille troverà nella pittura una ragione per risollevarsi. Io, appena potrò, andrò a trovarlo». IL MONDO REALE E IL MONDO WEB. La storia dell'Arte è fatta anche di grandi folli, il mercato è invece qualcosa di più serio e razionale. Così Achille Pecoraro, classe 1947, nei racconti della moglie Rita è un uomo un po' strano che l'ha fatta innamorare suonando la batteria «e oggi ogni tanto dice di essere Garibaldi o un altro personaggio del passato, magari sparisce per anni, ma poi torna sempre a casa, a Borzoli». Per chi ha curato la sua pagina web tutto è diverso: «Pochi sanno che l'Arte di Pecoraro è stata apprezzata dal magnate arabo Khashoggi, due quadri dell'artista acquistati in una Galleria vicino Portofino erano sul suo 'Nabila'». E poi: «Un altro grande estimatore del Pittore è stato Umberto Bindi e anche Oscar Luigi Scalfaro possedeva un suo quadro». I MIRACOLI DELL'ARTE. La presa di posizione di Sgarbi, sulle prime, può far pensare ad un'operazione commerciale. Ma poi il critico – polemista e perennemente sopra le righe – svela una sensibilità che non ti aspetti. L'attenzione a una persona che non conosce e ai miracoli che può fare l'arte più che il mercato. «L'arte ha la capacità di recuperare vite umane in difficoltà» dice -, «io nelle opere che mi sono state presentate da un amico ho visto la scelta di un filone surrealista e una buona mano, credo che la cosa più importante sia che questa persona sia incoraggiata a continuare a dipingere, perché vale la pena; a volte per non perdersi basta un segno d'attenzione».

 

Oggi Achille ha 71 anni, nonostante le sue gravi patologie, versa in condizioni di quasi totale indigenza, non ha alcun tipo di sussidio (a cui peraltro avrebbe assolutamente diritto), percepisce unicamente una modesta pensione sociale di 256 euro (egregio Dott. Tito Boeri non Le pare una vergogna???). Ciò che l'avvillisce ancor più ultimamente è che ha perso il suo sorriso (nel senso più letterale del termine). Non ha più tutti i suoi denti. Non può ovviamente permettersi alcun tipo di cura. Ma in compenso ha una bellissima famiglia che gli è sempre stata vicina e non l'ha mai lasciato solo per un istante (ne sa qualcosa la moglie Rita). Anche se le cure mediche hanno lasciato il loro segno, da qualche settimana Achille sta vivendo un bellissimo momento, perchè è diventato bis-nonno, è nato Elia (Achille e Rita hanno 3 figli, 5 nipoti e l'ultimo arrivato Elia).

 

Potrei fermarmi qui. Questa di per sé è già una bella storia di Natale con il suo lieto fine. Ma succede ancora qualcosa. Pochi giorni fa è squillato il telefono di casa Pecoraro, dall'altra parte del filo c'era un funzionario di Poste Italiane: “Gent.le Sig. Pecoraro avrei bisogno che lei venisse presso nostro ufficio postale per ritirare un assegno a suo nome che glielo invia il Fondo di Solidarietà della società SIAE di Roma”.

 

 

Nella Genova ferita di questo triste 2018 è stato  una specie di “miracolo di Natale”. Come in alcuni film, una storia toccante, generosa, e molto dolce. La SIAE, Società Italiana degli Autori ed Editori è un prestigioso Ente pubblico senza scopo di lucro preposto a tutela delle opere dell'ingegno (in tutte le sue forme) e la protezione dei diritti d'autore. Da anni è Presieduta dal Cantautore genovese Gino Paoli. Di recente è stato chiamato ad assumerne la Presidenza il Dott. Giulio Rapetti (in arte Mogol). Forse sarà solo un caso, due interpreti che hanno fatto la storia della canzone italiana. Data la professione non diresti che amano star lontano dai riflettori e le luci della ribalta. Ed invece SIAE ha fatto tutto nella riservatezza ed il silenzio più totali, senza strombazzare nulla ai quattro venti. Registri, Interpreti, Editori ed Autori di questa bella storia di Natale. Far del bene senza dirlo non è da tutti. So che non è elegante farne oggetto di pubblicità (chi fa del bene così in modo anonimo non ama il clamore) ma mi sembrava giusto raccontarvelo perché questo bel gesto lascia il segno. Come diceva il saggio: “nella vita non contano i passi che fai, né le scarpe che usi, ma le impronte che lasci”.

 

Questo m'insegna qualcosa. Cos'è la solidarietà, quella vera, quella nei fatti e non a parole come molti son abituati a fare. Nel silenzio. E' quel tipo di bene, magari, di cui mai nessuno verrà a sapere nulla, perché non sono quelle opere di beneficenza che molti amano sbandierare per farsi belli agli occhi altrui. M'insegna che di fronte al dolore, si può far qualcosa, anziché star lì impotenti a guardare. La colpevole indifferenza di chi gira lo sguardo dall'altra parte per non vedere e non sentire.

 

Allora GRAZIE SIAE, di questo bel gesto nobile e bello che mi fa credere ancora nello spirito del Natale. GRAZIE che sei 'dalla parte di chi crea”.

 

Mi par evidente: non è solo uno slogan.

 

 

 

P.S.: Le foto linkate alla presente (vandalizzate da ignote mani) sono estrapolate dal sito Carlo Hebdo (di un grande - oserei dire - "surrealista"... Andrea Federico Cecchin).


Pecoraro ha un occhio alla metafisica e un occhio al surreale, ma mentre al critico moderno la pittura metafisica appare come un gioco intellettuale, la pittura di Pecoraro sgorga viva dalla sua fantasia, ricca di significati cosmologici e ci appare come qualche cosa di vivo, di efficiente, mentre le forme sono sempre concrete, delineate e l’umano trascende nel surreale, tenendo tuttavia le radici ben salde a questo nostro mondo che, come tale costituisce la prova più concreta dell’esistenza di altri mondi, di altre vite. Diremo che Pecoraro ha intuito un collegamento reale tra questi mondi, ed è questo un suo grande merito in quanto la sua opera di pittore trascende l’arte per diventare filosofia, religione

(Aldo Spinardi)

 


Con Achille Pecoraro si entra nel mondo del Surrealismo, ove la fantasia si sbriglia nel rappresentare il possibile e l’impossibile. E come tutti i veri surrealisti Pecoraro è eccellente nella tecnica. Le immagini e i fondi sono resi con perspicua abilità: la stesura del colore è uniforme, senza grumi e sbavature, si da dare l’impressione di meccanica precisione. Ma se l’esecuzione è calligrafica, i contenuti dei quadri sono liberi, svincolati da ogni logica, come detta la pazza fantasia, che trova rapporti tra le cose e gli uomini, al di là della percezione dei sensi. Ed ecco: ‘Energia vitale”, in cui sul corpo di una bella donna, che sta liquefacendosi come cera, al posto del capo è innestata una lampadina accesa; “La fine del “tempo”, ove, con suggerimento di Dalì, gli orologi di metallo si piegano come carta e sì sciolgono in gocce, in un paesaggio di alberi morti e di case dai muri decrepiti; ed ancora: “Embrione distrutto”, che nella cella di una prigione, in cui la luce penetra spietata dalle sbarre di una finestra, rappresenta un grande guscio d’uovo e due uova cotte al tegame e ad un lucchetto, che non si sa come rimanga sospeso nel vuoto. rappresentazioni, che possono talvolta sembrare capricci, giochi. Ma queste dell’immaginazione che si diverte a collegare tra loro gli oggetti più assurdi, sono in altri quadri la comunicazione di un pensiero, di una riflessione, di un messaggio. ‘Le due età” raffigura lo stesso volto di donna, per metà nello splendore della giovinezza, e per metà nella desolazione della vecchiaia. In ‘Pensieri’ il volto di un giovane compare teso ed assorto nello squarcio tondo come un oblò di una superficie blu in cui stanno sospesi corpi sferoidali di incerta identificazione, che possono essere bozzoli di filugello, ciottoli levigati di fiume o bolle di sapone. Il “Paesaggio” diventa una piazza deserta ove le costruzioni, i basamenti cadono in rovina: una voragine, dalla quale s’ innalzano fiamme come lingue sta aprendosi per inghiottire e distruggere quelle cose assurde, sfere screpolate, una lunghissima plancia orizzontale sostenuta da un supporto a spirale e il monumento ad una specie di Medusa o piovra dai tentacoli anguiformi, al cui centro sta la tetra fissità di un occhio umano. Quanto accade nel mondo contemporaneo è captato dall’artista, che traduce in immagini le sue riflessioni e contemplazioni. Il concatenarsi di rapporti antitetici tra figure e cose e tra cose e cose crea un clima emozionale, di evocazione interiore. Il colore in toni acuti e gravi amalgama figure e cose, pur nella loro improbabilità esistenziale.In tutti i dipinti è presente il motivo della distruzione, della decomposizione, che si manifesta nelle crepe dei muri, nelle fenditure del suolo, nella corrosione del corpo umano, anche di una donna bella, che sembra intaccato dalla lebbra del tempo. Si può interpretare come rifiuto, opposizione al mondo contemporaneo, che distrugge le cose ed i valori del passato. In fondo Pecoraro è un romantico, un nostalgico, che ironizza a suo modo sul mondo, ma non accetta la degenerazione dell’uomo e delle cose”.

(Adalberto Rossi)

 


La corrente artistica alla quale si attiene Achille Pecoraro è quella del Surrealismo con risvolti al Metafisico. Dipinge però su richiesta ritratti perfetti, sia per la tecnica pittorica che per le risultanze espressive finali. Raggiunge un virtuosismo speciale nelle raffigurazioni di carattere sacro o in certi paesaggi fiabeschi realizzati in tinte soffuse, dove sempre la luce invade e riscalda tutto il contesto espresso.Tra gli ultimi quadri datati 2001 dipinge ‘Il casco rosa" olio su tela cm. 60x80, pregio di simbolismi e messaggi. La suggestiva veduta di Genova con la Lanterna nel momento in cui si accendono le luci al calar del sole, contro un cielo sfolgorante, ma l’astro è sole o luna? In primo piano due espressioni di uno stesso volto bellissimo di donna, se pur con una certa ambiguità nella posizione frontale. La splendida città si mostra con i suoi gioielli emblematici in un’ora silente, con malinconia, svelandosi nella sua provocante sensualità, che rivela pur tuttavia una spiritualità sofferta, tradotta in un connubio di cromie tra il rosa e l'azzurro, che ben esprimono il trascendere della materia in un regno onirico. Apparenze, bellezze, misteri. "Così è se vi pare". Levigate astrazioni metafisiche di raffinata stesura. Inquietanti incertezze, tra materia non materia. Un libro aperto a metà con più traduzioni in lingue di altri mondi. Il quadro "La perla rosa" olio su tela cm. 5OxlOO, è un esempio di come l’artista sappia coniugare in armonioso accoppiamento maestria pittorica e sensibilità nel cogliere ciò che, in questo caso, il fresco viso di fanciulla, ispira alla sua fervida fantasia, ravvisandone le peculiarità caratteriali interiori, Danze di delfini, gemme nei fondali, ninfee galleggianti, mondi sommersi, ricchi di magma infuocato. Una crisalide tutta da scoprire, pronta a divenire splendida creatura già nell’acre, con l'augurio di un’ascesa sicura, che l’artista prevede, captando l’indole determinata del soggetto rappresentato. Un allegorico trattato, di grande enfasi. Possiamo dire che Achille Pecoraro nei suoi testi pittorici, ama divagare, avvalendosi delle sue estrose capacità, soffermandosi puntigliosamente su varie note, creando un concerto di intense esternazioni che divengono la sua chiave di lettura della tematica trattata. Il reale diviene surreale e viceversa, di certo l’artista anela trasporre quasi con ansia ciò che avverte oltre l’immaginabile ed il visibile.Tutto quello che abbiamo detto fin qui di Pecoraro è solo il suo lato chiaro, quel volto di luna che possiamo ammirare quando il cielo notturno é terso. L’artista è anche la cosiddetta luna nera, occulta, ed è questo il lato che più gli si attaglia. Il suo vero Io o Alter Ego, che dà gran valore a queste sue partiture istintive o deliranti articolazioni. Padrone assoluto della prospettiva viaggia in un mondo dove predomina "il male di vivere", attraverso una scomposizione horror-metafisico-surreale di parti umane in territori aridi ove le crepe si annidano ovunque, con sfere galleggianti nello spazio, bulbi oculari giganteschi, vaghe forme umanoidi di materia sfondata o bucata, colature sanguigne invadenti qua e la, etc. Il linguaggio ermetico di questi quadri non recenti é sempre molto attuale e grida la contaminazione, la violenza, la fugacità, la presunzione, l’orgoglio, la scansione del tempo in non tempo. Queste meditate percezioni pulsano in negativo con ironica freddezza

(Gabriella Marton).

 


osservare un quadro di Achille Pecoraro è anche un pò come vivere la sua vita, un connubio costante di storie sospese tra fiabe e concretezza. Nei suoi lavori integra sapientemente abbondanza di colori e simbologie per conferire alle sue opere quel senso dello spazio che và molto al di là delle costrizioni fisiche degli oggetti. Attraverso l'uso sapiente di tonalità e forme riesce ad infondere nei suoi quadri sensazioni di equilibrio e serenità; non cessa mai di stupire, dando origine a progetti suggestivi, spesso tagliati su misura a secondo dell'interlocutore e del momento, senza strizzare l'occhio a facili modismi. Nelle sue tele c'è tutto: dagli arcani enigmi dell'universo agli insondabili misteri dell'anima, dal sound romantico di versi e canzoni alle suggestioni ancestrali di verità soprannaturali, sino alla leggerezza e ai cromatismi dei mostri sacri della pittura, che Achille Pecoraro remixa sapientemente secondo un cifrario ch'era noto solo ai grandi geni (come Vincent Van Gogh)

(Eugenio Orlando)

 


Il genere della “Natura Morta” vede la luce agli inizi del XVII secolo. Consiste nella rappresentazione di composizioni di soggetti inanimati, nella maggior parte dei casi fiori o frutta. Se all’inizio della sua storia era un’occasione per i pittori per cimentarsi in una riproduzione fotografica della realtà, con l’arte contemporanea la “Natura Morta” diventa anche un modo di interpretare la realtà, come per i cubisti o Giorgio Morandi.

 

Lo stile del pittore Achille Pecoraro è sostanzialmente figurativo teso a riprodurre la realtà in ogni aspetto ed ogni dettaglio. Tendenzialmente, dunque, può essere definito uno stile iperrealista, per questa sua volontà di raffigurare il mondo sensibile in modo oggettivo. Ma Achille Pecoraro effettua una sorta di compromesso con la realtà e la sua poetica. Così, come possiamo vedere anche in molte delle  sue opere, i soggetti sono immersi in un lieve atmosferismo che sembra corroderne le forme. In questo modo, grazie alla straordinaria tecnica pittorica dell’artista, i dipinti rimangono sospesi in una sorta di limbo metafisico tra illusionismo iperrealista e lirismo esistenziale, in una dimensione senza tempo che è quella del ricordo.

(venderequadri.it - Intermediari d'Arte)


Collezione Pino Di  Nardo


Torino sta  morendo?

 

https://www.themisemetis.com/storia-maestra-vita/torino-sta-morendo/2157/

 

 

Torino è  stato  un  amore  a prima VISA, come direbbe Michele  Ferrero  (padre della  Nutella).  La  città a cui  sono  affezionato. Beh  anche  no. Affezionato si  dice  al  cane. Forse  qualcosa  di  più. Perchè Torino non fa sfoggio  della sua  bellezza ma piace. Come diceva un  famoso  motorino (“io  non  son  bello ma  Piaggio”)... Oggi  boja  fauss,  ho  acceso  il  mio  pc Natura  Morsa e  mi  son accorto  che questo mio  malessere  ora è diventato  anche  un  videoclip virale dal  titolo assai malinconico che  sta  spopolando  in  rete: Torino Affonda”. Nel  video si  percepisce  quest’angosciata  città  spettrale, avulsa in un deserto di luci spente,  negozi vuoti con  i  cartelli Vendesi, Affittasi, Torino Subito. I luoghi  simbolo dell’urbe in  uno stato  d’abbandono  su  cui  aleggia  il  fantasma  di Sergio Marchionne che se  ne  è  andato via per sempre. Suoni e  immagini che  raccontano  la  decadenza d’una  Torino  che dice  basta a  colpi  di  rap-alternative-rock, che s’aggrappa alla  musica  per  sperare nel  suo  riscatto! Chiaro  il  messaggio,  per nulla  criptico: Torino  Ti  Amo  ma  stai  cadendo  in pezzi. Purtroppo lo  sappiamo  bene,  niente  è  per sempre,  come la  liason  tra  Marco  Tronchetti Provera  e Afef.  D’altronde è  il  ciclo della  vita,  come  insegna  il  Maestro Achille  Pecoraro (grande  pittore  surrealista  genovese): “nasciamo, respiriamo, aspiriamo, sospiriamo  e poi  spiriamo”. Guardacaso proprio  oggi  è  morto a  Torino  l’inventore  del  DVD, e  CD spiace...

 

Oggi  Torino era  un  fiume  in  piena come  il  suo   Po. Sto  parlando della  marcia  dei  30.000 che  si  son  ribellati  all’isolamento andando a protestare – a  loro  rischio  e  pericolo – in  Piazza  Castello (so di  altri 30.000 che  di  Piazza  San  Carlo non  conservano  un  bel ricordo). Una  storia  d’abbandono e tradimento che  parte  da  lontano,  quando  a Torino  nel 1980 ci  fu  la  marcia  dei  40.000 FIAT. Quel tristissimo anno morì  anche  John Lennon, quel visionario  che  scriveva: “Immagina che non ci sia alcuna nazione. Non è difficile da fare. Niente per cui uccidere o morire… Immagina tutte le persone vivere la vita in pace. Diresti che sono un sognatore, ma non sono l’unico…” (Imagine). A Torino il 12  novembre 1980 un’altro  grande  sognatore prendeva carta e  penna scrivendo una  commovente  lettera alla figlia Donatella (vi  consiglio caldamente  di leggerla per intero). Era  un triste pomeriggio d’autunno inoltrato e faceva molto freddo. Mentre il cielo triste piangeva pioggia Achille  scriveva:

 

«Cara Donatella … il Paradiso era su questa terra tanto tempo fa …Dove gli uomini non si ammazzavano per dimostrare la loro superiorità sui loro fratelli. Dove i bambini e gli animali non morivano di fame e di malattie come avviene adesso! Dove gli uccelli non erano costretti a stare in gabbia, ma erano liberi di volare e di posarsi sulle tue mani, se tu li chiamavi. Invece oggi corrono il pericolo che qualche uomo forte e robusto si nasconde dietro un albero prendendo la mira, li uccidono, tornando a casa soddisfatti di aver fatto centro, e con il pensiero fisso di aver rimediato un sughetto per la pasta asciutta… Cara Donatella il Signore Iddio ci creò per goderci la vita … Rispettandoci gli uni e gli altri senza cercare di far di tutto per essere superiori ai propri fratelli, a volte facendo anche del male…  Achille»  

 

Scusate  la  disgressione sugli  utopisti. La  marcia del 30.000  dicevamo (altri idealisti)...

 


Quadro "Maternità

 

Pur  senza scomodare Salvador Dalì, Joan Mirò e Magritte, ritengo di  poter  affermare  che fra le avanguardie storiche di movimenti come Dadaismo e Futurismo, il “Surrealismo” è uno dei processi artistici più scomodi e complicati. Non è facile interpretare il linguaggio simbolico dell'inconscio che si esprime solo durante i sogni (e che pochi riescono a far emergere da svegli). Solo in rari casi alcuni artisti riescono ad attingere all'inconscio (quel serbatoio di contenuti, impulsi e processi che non sono consapevoli) condensandoli in colori ed immagini. In casi ancora molto più rari alcuni riescono a scatenare le potenzialità immaginative della psiche raggiungendo stati cognitivi "oltre" la realtà  in cui veglia e sogni sono entrambe costantemente presenti e si fondono in un tutt'uno armonico e profondo.

 

Quì introduco le crescenti astrazioni delle immagini e colori del “surrealismo” di Achille Pecoraro, da cui traspare quell'artista (e  chi  lo  conosce lo  sa  bene) che esalta soprattutto l'interiorità delle cose. Achille Pecoraro, dopo aver ramazzato nei bassifondi della psiche e rovistato nei sotterranei della mente, riesce a darci accesso a cose che stanno molto al di là, oltre il visibile. Se cercate un quadro in tono con l' arredamento non sciupate una tela di Pecoraro. Se invece cercare qualcosa che sia ricco di contenuti, significati e positività dovete assolutamente regalarvi un Suo quadro. Penso d'aver trovato il termine giusto per  descrivere l'essenza dell'Arte di Pecoraro: “positività”. Io ho il privilegio di possedere un quadro di Achille Pecoraro del 1974, forse una delle prime tele di grandi dimensioni dipinte dall'Artista (150 x 100 titolo “Maternità”). Trovate le foto qui sopra. E' una tela molto particolare, se fate caso è stata ridipinta più volte, almeno 2 o 3 volte (si intravedono distintamente le forme d'uno o  più affreschi  sottostanti). Lo interpreto come l'inquietudine di chi continua a mettersi in discussione senza troppe verità preordinate. Almeno cinque gli elementi chiave del dipinto: un embrione, l'alito vitale, forme in ordinata prospettiva, le lacrime, un sole che tramonta. Achille un giorno mi stordì (detto nel miglior senso del termine) con la sua metafisica (e metà penetrante) esegesi:

 

<<E' il ciclo della vita mia  cara: Nasciamo, respiriamo, aspiriamo, sospiriamo e poi spiriamo... però attenzione … quel sole che tramonta potrebbe in realtà anche essere un sole che sta per nascere. Dipende da che prospettiva lo vedi. Può anche essere l'alba di un nuovo giorno>>.

 

Spiego con queste parole la straordinaria surrealistica positività di Achille Pecoraro.

 

(Alice Four - collezionista)

 


Painting: "Maternity"

 

Without disturbing Salvador Dali, Joan Mirò and Magritte, I think I can state that among the historical avant-garde movements like Dadaism and Futurism, "Surrealism" is one of the most uncomfortable and complicated artistic processes. It is not easy to interpret the symbolic language of the unconscious that is expressed only during dreams (and that few manage to bring out when awake). Only in rare cases do some artists manage to draw from the unconscious (that reservoir of contents, impulses and processes that are not aware), condensing them into colors and images. In still much rarer cases, some succeed in unleashing the imaginative potential of the psyche, reaching cognitive states "beyond" the reality in which waking and dreams are both constantly present and merge into a harmonious and profound whole.

 

Here I introduce the growing abstractions of the images and colors of the "surrealism" of Achille Pecoraro, from which transpires that artist (and who knows him knows it well) that exalts above all the interiority of things. Achille Pecoraro, after having moved in the slums of the psyche and rummaged in the dungeons of the mind, manages to give us access to things that are far beyond, beyond the visible. If you are looking for a picture in tone with the unpainted furniture a canvas of Pecoraro. If, on the other hand, you are looking for something that is rich in content, significance and positivity, you should definitely give it a picture of yourself. I think I found the right term to describe the essence of Pecoraro's Art: "positivity". I have the privilege of owning a painting by Achille Pecoraro from 1974, perhaps one of the first large canvases painted by the Artist (150 x 100 title "Maternity"). Find the photos above. It is a very particular canvas, if you notice it has been repainted several times, at least 2 or 3 times (you can clearly see the shapes of one or more frescoes below). I interpret it as the anxiety of those who continue to question themselves without too many preordained truths. At least five key elements of the painting: an embryo, the vital breath, shapes in an orderly perspective, tears, a setting sun. Achille one day he stunned me (called in the best sense of the term) with his metaphysics (and half penetrating) exegesis:

 

<< It's the cycle of life: We are born, we breathe, we aspire, we sigh and then we breathe ... but be careful ... that sun that sets could actually be a sun that is about to be born. It depends on what perspective you see it. It can also be the dawn of a new day >>.

 

With these words I explain the extraordinary surrealistic positivity of Achille Pecoraro.


(Alice Four - collector)

 


"Al mio amico  sincero..."

Era  tantissimi anni fa.

 

Manco  ricordo  più  quanti. Passavo casualmente da  Borzoli e mi  fermai  ad  'importunare'  Achille mentre  lui  stava  dipingendo (come  tanti  Amici che lo conoscono hanno l'abitudine di fare). Tra  una  pennellata  e l'altra parlammo del + e  del - ... dagli  enigmi dell'universo a disquisire dei massimi  sistemi, dai  Blood Sweeat & Tears a "Smokets in  your eyes".

 

"Senti  che  bello  sto rivolto di  accordi..." mi dice  Achille. Prende la  sua chitarra acustica e mi  fa  sentire. "Bellissimo" gli  rispondo "ripeti  un  pò che  li memorizzo ti  spiace?..." ("belin"  se  ricordo  ancor  oggi quel bel  giro a metà tra  George  Benson e Tommy Emmanuel).

 

"Mi  passi un pò  la  chitarra  che  provo  anch'io a strimpellare" dico  ad  Achille  un pò  imbarazzato. Così  mi   cimento  con  la chitarra  di Achille e  provo ...  5, 10,  minuti,  giusto per  non scordare  l'intrigante sequenza  armonica.

 

Mentre  pizzico  le  corde  perdo  di  vista Achille.

 

Era chino su  d'un  foglio con matite  e ferri  del  mestiere che  scarabocchiava qualcosa. Quando gli  restituisco la  chitarra lui mi   mette in mano questa cosa  fatta  lì per lì (in quella  manciata di  minuti).

 

E'  un disegno  che  ho  incorniciato e che  conservo  ancor  oggi come  una  reliquia  a  distanza  di quasi 40 anni   (l'ho sempre  portato  con me  in  giro per il mondo ovunque  son  andato).

 

Ah...  dimenticavo di  dir  la  cosa  più  importante. Solo  quando  son  tornato a  casa  mi  son  accorto di  quella scritta che c'era dietro  il  disegno:

 

"Al  mio  amico sincero.  Achille"

 

Questo è Achille Pecoraro. Un grande Amico/Artista  sincero.

 

(Peter)


To my sincere friend ...

 

 

It was many years ago.

 

I miss even more how many. I passed by chance from Borzoli (Genoa) and stopped to 'disturb' Achille while he was painting (like so many Friends who know him they have the habit of doing). Between one stroke and another we talked about the + and the - ... from the riddles of the universe to discuss the best systems, from Blood Sweeat & Tears to "Smokets in your eyes".

 

"Feel how nice this kind of arrangement ..." Achille tells me. He takes his acoustic guitar and makes me feel. "Beautiful" I answer "repeat a bit that memorize you sorry? ..." (damn if I still remember that beautiful harmony in the middle between George Benson and Tommy Emmanuel).

 

"Take me a little bit of the guitar that I also try to play" I say to Achille a little embarrassed. So I try my hand with Achille's guitar and I try ... 5, 10 minutes, just to not forget the intriguing harmonic sequence.

 

While I pinch the strings I lose sight of Achille.

 

He was bent over a sheet with pencils and tools of the trade that scribbled something. When I give him back the guitar he puts this thing in my hand (in that handful of minutes).

 

It is a design that I framed and which I still conserve today as a relic after almost 40 years (I have always carried it around the world wherever I went).

 

Ah ... I forgot to say the most important thing. Only when I returned home did I notice the writing behind the drawing:

 

"To my sincere friend, Achille"

 

This is Achille Pecoraro. A great sincere friend/artist.

 

 

(Peter)