"Mirko" - Grand Gascon (Segugio Francese)

"Mirko" - Olio  su tela del Maestro Achille Pecoraro
"Mirko" - Olio su tela del Maestro Achille Pecoraro

               Quando le mani dell'Artista sono il prolungamento dell'Anima.

 

 

Solo un creativo dotato di un'immensa spiritualità come il Maestro Achille Pecoraro poteva ritrarre così bene Mirko. Un ritrattista speciale per un cane altrettanto speciale. Permettemi allora di spendere 2 parole per spiegarmi meglio.

 

Mirko come potete vedere è un bellissimo cane, ma con alle spalle una storia molto, molto triste. Che ha un lieto fine.

 

E' un cane di razza Grand Gascon Saintongeois, un segugio francese, specie che per la sua prestanza e slancio vien utilizzata prevalentemente per la caccia ai cinghiali e le lepri. Vi risparmio i raccappriccianti dettagli sul come vengono trattate queste creature dagli allevatori quando vengono addestrati per compiere il loro ('sporco') lavoro.Vi dico solo che alcuni scellerati li tengono in gabbie lagher piccolissime, ammassati in 20-30 esemplari, a digiuno per giorni e giorni senza poter mangiare né bere (ed anche più di una settimana) per provocare in loro la ferocia ed incattivirli il più possibile. Immaginate un po' voi quando vengono liberati nei boschi ste bestiole, dopo tutto quello che hanno patito, come scatenano la loro rabbia repressa. Se sopravvivono e non si son prima sbranati fra di loro, fanno a brandelli tutto quello che trovano sul loro cammino. E' una crudele selezione per conservare solo i più adatti. In queste condizioni è l'unico esemplare di cane che in branco non ha alcun timore di affrontare cinghiali ed altri animali selvatici. Mirko e i suoi fratellini era stato destinato proprio a far questo. Solo che il cacciatore che l'aveva in dote ha scoperto che Mirko era un cane 'difettoso' e non era proprio perfetto. Infatti lui (e probabilmente anche i suoi fratelli) era ammalato di Leishmaniosi. Fosse rimasto lì avrebbe fatto una bruttissima fine. Molto brutta. Poco prima che questo galantuomo di cacciatore decidesse di sopprimerlo Mirko incontrò sul suo cammino 2 angioletti (non saprei come definirli altrimenti) che hanno capito al volo la drammatica situazione facendo di tutto per portarlo via da lì e salvarlo, sottraendolo a una fine orrenda.

 

So che queste 2 deliziose persone non gradiscono essere citate, perché non amano strombazzare ai 4 venti ciò che fanno, per loro far bel bene è un fatto molto normale (entrambe da anni salvano cani/gatti abbandonati e fanno volontariato nei canili dove c'è bisogno di aiuto). Ma almeno i loro nomi vorrei citarli, mi sembra il minimo sindacale. Se oggi Mirko è vivo e vegeto e sta benissimo è solo merito loro. Sono la mitica Maura B. di Piaea (Asti) ed il grande Fulvio V. di Torino. Loro con una lunga e diplomatica opera di convincimento han persuaso il cacciatore a consegnargli Mirko prendendosi cura di lui e dei suoi problemi, accudendolo, facendolo visitare dal Veterinario, curandolo per le sue patologie (la Leishmaniosi se non curata è mortale ma se seguita con attenzione si può benissimo tenere sotto controllo ed il cane può condurre una vita normalissima).

 

All'inizio non è stato facile. Mirko era un cucciolone letteralmente terrorizzato, impossibile tenerlo al guinzaglio per le sue gravi crisi nervose (probabilmente perché ha subito umiliazioni e maltrattamenti). In casa si faceva la pipì addosso e per giorni e giorni e notti è rimasto sempre lì immobile, seduto in un angolo della casa senza dormire (ne sa qualcosa Federica che l'ha tenuto nella sua casa per più d'un mese in queste condizioni). Ma con pazienza e tanto amore è rinato una seconda volta, recuperando equilibrio e fiducia nell'uomo (purtroppo non nei cacciatori). Anche se Mirko ha conosciuto la cattiveria degli uomini, lui non porta rancori (io mi chiedo come sia possibile), è diventato un gran coccolone, adora le carezze, gira in tondo  per  prendersi  la coda, gioca felice  nei   prati a  rincorrere le  farfalle (non  i  cinghiali) e da un sacco di bacetti a Zio Elia, a Zia Claudia, a Morgan, Frida, Dafne (che gli ringhia), Zoe (che gli fa vedere i denti), Lady e a tutte le persone e i suoi simili che conosce e che gli vogliono bene. Oggi Mirko osserva le sue albe e i suoi tramonti da una bella finestra (senza sbarre) che s'affaccia su un mondo che per lui è un Paradiso. Quando la sera s'addormenta serenamente gli angioletti gli fan compagnia (ogni riferimento al quadro di Achille è puramente casuale).

 

Questo m'insegna qualcosa. Cos'è la solidarietà, quella vera, quella nei fatti e non a parole come molti son abituati a fare. Nel silenzio. E' quel tipo di bene, magari, di cui mai nessuno verrà a sapere nulla, perché non sono quelle opere di beneficenza che molti amano sbandierare per farsi belli agli occhi altrui. M'insegna che di fronte al dolore, si può far qualcosa, anziché star lì impotenti a guardare. La colpevole indifferenza di chi gira lo sguardo dall'altra parte per non vedere e non sentire ignorando quanta crudeltà possa esistere.

 

Per delle persone così speciali, per un Mirko così speciale, desideravo tanto un quadro speciale, fatto da un'Artista all'altezza della situazione. Ne conosco solo uno, un Pittore (con la 'P' maiuscola) che un giorno, scrisse alla figlia una commovente lettera;

 

Cara Donatella, il Paradiso era su questa terra tanto tempo fa … dove gli uomini non si ammazzavano per dimostrare la loro superiorità sui loro fratelli. Dove i bambini e gli animali non morivano di fame e di malattie come avviene adesso! Dove gli uccelli non erano costretti a stare in gabbia, ma erano liberi di volare e di posarsi sulle tue mani, se tu li chiamavi. Invece oggi corrono il pericolo che qualche uomo forte e robusto si nasconde dietro un albero prendendo la mira, li uccidono, tornando a casa soddisfatti di aver fatto centro, e con il pensiero fisso di aver rimediato un sughetto per la pasta asciutta... Cara Donatella il Signore Iddio ci creò per goderci la vita … rispettandoci gli uni e gli altri senza cercare di far di tutto per essere superiori ai propri fratelli, a volte facendo anche del male... tuo Papà Achille»

 

Quindi … Grazie Achille del bel quadro che m'hai fatto (e grazie a Fulvio e Maura). Che Iddio ... se c'è … Vi benedica.